CarbAntony - I colori dell'anima
Circolo Culturale Orto degli Angeli - Biella

 


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" IL PANE QUOTIDIANO " DELLA CITTA' DI BIELLA - CARITAS

Il colore è indubbiamente la nota caratteristica, come dire la linfa vitale di un uomo come Antonio Carboni, in arte CarbAntony . La pittura non era per lui un hobby, un'optional, ma una vera e propria ragione di vita. Una vita da giramondo, la sua, una via di mezzo tra l'eccentrico artista di strada e il clochard. Del primo, l'artista di strada, possedeva la grande carica di inventiva, di immaginazione, di capacità anche di vedere il mondo attraverso un filtro capace di riprodurre in scala fiabesca la realtà. Del secondo, il clochard, possedeva il grande spirito libertario, la piena coscienza di un'endemica avversione per qualsiasi forma di costrizione, l'amore sconfinato per gli spazi aperti come soltanto un uomo di lago, appunto nato e cresciuto nei dintorni di un grande lago (Garda), può possedere interamente.
All'essere un eccentrico artista di strada, appartiene forse anche quel sottile compiacimento di apparire “contro”, “diverso”, di stupire e forse anche di scandalizzare per gli atteggiamenti, per l'abbigliamento e soprattutto per quella buffa automobile (una Ford, distante da qualsiasi stereotipo di automobile) resa irriconoscibile da ogni sorta di spruzzo di colore, una vera e propria tavolozza: la sua tavolozza! Sovente utilizzata proprio come tale e occasionalmente come abitazione!
Antonio Carboni era soprattutto capace di commuoversi non soltanto di fronte alle giocose manifestazioni che gli facevano sempre e ovunque i bambini; che forse erano gli unici esseri a sentirlo vicino al loro mondo di fantasia. Poteva anche commuoversi davanti ad un tramonto, oppure un fiore, oppure ancora davanti alle piroette di un clown, dei quali sapeva cogliere la componente fondamentale: la tristezza. La pittura di Carbony è una pittura istintiva, di cui non è facile ricostruire e ricomporre con una certa logicità il percorso evolutivo. Tanti sono i debiti collezionati nei confronti di grandi artisti da Van Gogh, a Gauguin da Morandi a Modigliani senza trascurare certe avanguardie astratte. Non semplici scopiazzature ma rivisitazioni interpretative nelle quali spicca la sua grande capacità di disegnatore e la sua altrettanto grande abilità nel trattare il colore. Accostamenti vivacissimi con ampio utilizzo di colori puri, crudi e acerbi, poco “lavorati” e perciò violenti ma con un risultato finale di grande intensità espressiva. Non disdegna tuttavia la rappresentazione in monocromia che riesce a mettere in maggiore evidenza la sua straordinaria capacità di disegnatore.
Riccardo Rabaglio